News>Tabelle Aci


Tabelle Aci

Le tabelle ACI sono pubblicate dalla Agenzia delle Entrate e servono a calcolare i rimborsi chilometrici per chi utilizza sul lavoro la propria automobile. Queste tabelle sono realizzate tenendo conto il consumo di carburante e l'usura dell'auto che il dipendente subisce durante il lavoro, e che quindi spetta al datore di lavoro rimborsare. Il rimborso di queste spese non compete a chi utilizza un'auto aziendale, visto che in questo caso i costi sono già coperti dall'azienda stessa, a meno che il dipendente non debba sostenere spese vive come il pieno di carburante o eventuali pedaggi e ticket, che gli verranno rimborsati.

Cosa sono le tabelle ACI

Le tabelle ACI sono prospetti in cui è calcolato il rimborso spettante al dipendente per l'utilizzo per lavoro della sua autovettura. Queste tabelle possono essere utilizzate per calcolare quanto spetti al lavoratore che effettua una trasferta o si sposti con la propria auto nell'ambito del proprio impiego. Le tabelle sono organizzate per marca, modello e cilindrata delle diverse tipologie di auto e i rimborsi differiscono in base a tutti questi fattori. Questi prospetti vengono periodicamente aggiornati, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale e resi disponibili sul sito web dell'ACI. Sullo stesso sito è disponibile anche un semplice calcolatore che, inserendo marca, modello e cilindrata dell'auto e i chilometri percorsi calcola autonomamente la cifra che spetta come indennità al dipendente per la trasferta svolta. Questo calcolo tiene unicamente conto del consumo di carburante e dell'usura dell'auto, mentre non comprende eventuali pedaggi, ticket, parcheggi o altro, che vanno rimborsati a parte e di cui il dipendente deve presentare una ricevuta con l'importo esatto dei costi sostenuti. Il datore di lavoro o il suo dipendente possono calcolare i rimborsi spettanti per l'utilizzo dell'auto di proprietà, che andranno poi inseriti in busta paga come indennità chilometrica, in una voce apposita.

Al dipendente spettano anche i rimborsi di tutte le spese sostenute durante le trasferte, come pasti e notti in hotel. In questo caso sarà cura del lavoratore presentare le ricevute di tutto ciò che ha pagato di tasca propria, in modo che il datore di lavoro lo rimborsi. Per una trasferta breve non è sempre è facile stabilire precisamente quanto carburante effettivamente il dipendente abbia consumato per lavoro e non è possibile presentare ricevute, perchè l'ultimo pieno di carburante sarà stato in parte utilizzato in ambito lavorativo e in parte per usi privati. Proprio per queste situazioni intervengono le tabelle ACI, che permettono di calcolare, con una certa approssimazione, le spese sostenute dal lavoratore con la propria auto e quindi quanto gli deve essere rimborsato dal datore di lavoro.

Come funzionano le tabelle ACI

La tabella ACI pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale è basata sul consumo medio di ogni tipologia di vettura in base alle sue caratteristiche e alla cilindrata. Le tabelle sono suddivise in vetture in produzione, che comprendono tutti i modelli attualmente sul mercato, e fuori produzione, dove sono indicati buona parte dei modelli usciti dal commercio negli ultimi anni. Chi possiede un'auto non compresa nelle tabelle ACI dovrà utilizzare il modello più simile fra quelli riportati. Ovviamente quello presentato in tabella è un arrotondamento, perchè non è possibile calcolare esattamente il consumo per ogni spostamento: un'auto che viaggia in città consumerà di più a causa del traffico, un'auto di piccola cilindrata consumerà di più in autostrada, a velocità elevate, piuttosto che su percorsi misti. Quella proposta dall'ACI è una media. Anche il prezzo del carburante non è fisso, ma varia in base al distributore. Com'è noto possono esserci differenze anche molto sensibili fra diversi distributori di benzina nella stessa zona o sullo stesso percorso. In questo caso le tabelle ACI utilizzano i prezzi di benzina e gasolio forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico. I dati riportati nelle tabelle ACI e calcolati dal modulo presente sul sito comprendono già l'IVA e tutte le tasse.

Fringe benefit e auto aziendali

Il datore di lavoro può concedere dei benefit sotto forma di beni o servizi ai propri dipendenti, che devono figurare in busta paga pur essendo esenti da tasse. Queste concessioni sono denominate fringe benefit e comprendono ad esempio buoni pasto e smartphone aziendali. In questa tipologia di benefit che l'azienda può concedere ai dipendenti rientra anche l'uso di fabbricati aziendali concessi al dipendente, ad esempio per trasferimenti particolarmente lunghi. Uno dei più diffusi di questi benefit è l'utilizzo per uso privato dell'auto aziendale. In questo caso la macchina dell'azienda viene concessa in uso al dipendente perchè la utilizzi sia sul lavoro che come sua auto personale privata. Visto che in questo caso non è possibile calcolare esattamente l'utilizzo effettuato per conto dell'azienda e quello privato, contributi e tasse sull'auto vengono calcolati in base ad un valore convenzionale. Per ottenere il valore esatto da inserire in busta paga anche in questo caso si utilizzano le tabelle ACI. Il risultato è una voce inserita nello stipendio che non influisce sul netto mensile percepito dal dipendente, ma su cui sia l'azienda che il lavoratore pagano i contribuiti e delle imposte. L'ammontare delle tasse dipendono da diversi fattori, il più importante dei quali è la tipologia di auto aziendale, a seconda che si tratti di un'automobile o di un veicolo commerciale, come ad esempio un furgone.

Utilizzo delle tabelle ACI

Le tabelle periodicamente pubblicate dall'ACI hanno quindi una doppia finalità. Da un lato servono a calcolare i rimborsi chilometrici che spettano ai dipendenti che utilizzano la propria auto per lavoro, dall'altro sono utili per calcolare l'esatto ammontare del fringe benefit di chi utilizza un'auto aziendale ad uso promiscuo. Quest'ultimo si calcola moltiplicando il valore chilometrico indicato dalle tabelle per 15.000, ottenendo così il valore stimato dell'auto aziendale nel corso dell'anno. Questo valore viene quindi diviso per 12 ed inserito in ogni mensilità del dipendente che gode di questo benefit. Per la tassazione di queste cifre ci sono dei limiti di esenzione molto bassi, per cui in genere chi riceve dei buoni pasto o altri piccoli bonus non deve pagare imposte su questi bonus, ma chi ha in uso un'auto aziendale si vedrà tassato il proprio fringe benefit. A sua volta il datore di lavoro può dedurre dalle proprie tasse il corrispettivo versato al dipendente per le trasferte con la propria auto privata, ma anche in questo caso esistono dei limiti che non possono essere superati. Nel caso di un dipendente che utilizza la propria auto sul lavoro invece il calcolo è molto più semplice: le tabelle riportano il rimborso chilometrico, per cui sarà sufficiente moltiplicare quest'ultimo per i chilometri percorsi durante il lavoro, in modo da ottenere la cifra, già comprensiva di IVA, che si suppone il lavoratore abbia speso e quindi che il datore di lavoro deve rimborsargli.

Tabelle ACI 2020

Sulla Gazzetta Ufficiale sono già state pubblicate le tabelle ACI per l'anno 2020. In totale sono compresi oltre 15.000 modelli di automobili, motoveicoli e furgoni sia in produzione che fuori produzione, compresi sia i veicoli a benzina a gasolio che quelli ibridi o elettrici. Le tabelle del 2020 prevedono una novità: la penalizzazione dei veicoli più vecchi e maggiormente inquinanti a partire dal mese di luglio. Il calcolo del fringe benefit infatti varierà a partire da metà 2020. Entreranno in vigore anche nuove regole per la tassazione dei veicoli aziendali a uso promiscuo e le imposte saranno maggiori per i veicoli con le maggiori emissioni di CO2. In questo modo a metà del 2020 i dipendenti che godono del fringe benefit di un'auto aziendale ad uso promiscuo vedranno aumentare la loro tassazione, soprattutto se si tratta di veicoli molto inquinanti. Fino alla fine di giugno 2020 è infatti presvisto un'unico scaglione del 30%, mentre a partire dal primo luglio la tassazione potrà variare da un minimo del 30 fino ad un massimo del 50% a seconda della tipologia di auto o veicolo commerciale utilizzato.

 

 

 

Attenzione, SDiPEC è in versione Beta, se riscontri anomalie, segnala subito il bug al servizio assistenza