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Codice Ateco: cos'è e a cosa serve?

Qualunque attività ha un codice Ateco che la identifica e conoscere quello che contraddistingue la propria è importante sia per questioni amministrative che per poter partecipare alle agevolazioni pubbliche. Ma com'è composto un codice Ateco e cos'è esattamente?

La sigla Ateco nasce dall'unione di ATtività ECOnomiche ed è composta da una serie di codici alfanumerici approvati dall'Istituto Nazionale di Statistica Italiano (ISTAT). Ogni codice identifica una tipologia di attività in funzione alle proprie caratteristiche, senza tenere conto di elementi che non influiscono sul modo di operare o sulla tipologia di organizzazione proprietaria dell'unità produttiva. 

La classificazione ad oggi adottata per fini statistici, fiscali e contributivi è la classificazione Ateco 2007, entrata in vigore il 1 gennaio 2008 ed approvata dall'ISTAT in collaborazione con le CCIAA, l'Agenzia delle Entrate e Ministeri, Enti ed Associazioni interessate. Praticamente la classificazione Ateco è la versione italiana della NACE (Nomenclatura Attività Economiche) predisposta dall'Eurostat, con un maggior adattamento alle caratteristiche specifiche del nostro sistema economico. Anche tutte le comunicazioni all'Agenzia delle Entrate che in precedenza utilizzavano la ATECOFIN 2004 a partire dal 1 gennaio 2008 utilizzano il codice Ateco 2007.

Caratteristiche codice Ateco 2007

Come abbiamo già evidenziato il codice Ateco 2007 è formato da una sequenza alfanumerica. Le lettere vengono impiegate per definire il macrosettore in cui rientra un'unità produttiva, mentre i numeri ci forniscono le specifiche articolazioni e sottocategorie dei settori stessi. In questo modo ogni attività economica trova la sua collocazione perfetta, che tiene conto anche di caratteristiche specifiche della lavorazione. Prendiamo ad esempio un'attività di ristorazione. La prima parte del codice Ateco (quella che identifica il macro-settore) sarà sempre e comunque I, ovvero quella che identifica le attività dei servizi di alloggio e ristorazione), a cui seguirà il numero 56 (attività di ristorazione) ed il numero 10 (ristoranti ed attività di ristorazione mobile). 

A questo punto però i vari codici Ateco scendono nelle caratteristiche particolari di ogni attività di ristorazione, suddividendole ulteriormente. Avremmo così:

  • 56.10.11 per ristoranti con servizio di somministrazione 
  • 56.10.12 per attività di ristorazione annesse ad aziende agricole
  • 56.10.20 per i ristoranti che preparano solo cibi da asporto
  • 56.10.42 per attività di ristorazione ambulante
  • 56.10.50 per la ristorazione su navi e treni

Ne consegue che dal codice Ateco possiamo dedurre anche le caratteristiche dell'attività svolta da ogni azienda: se prendiamo ad esempio due attività, una con codice Ateco 56.10.11 e l'altra con Codice Ateco 56.10.20 avremmo comunque due ristoranti che preparano i cibi, ma nel primo caso prevederanno anche la somministrazione al tavolo, mentre nel secondo offriranno solo alimenti per asporto. La differenza può apparire sottile ma in realtà riveste un ruolo importantissimo in quanto può consentire o negare l'accesso a fondi e contributi regionali e statali che di volta in volta vengono concessi. Non dimentichiamo infatti che i vari bandi prevedono l'identificazione delle varie attività che di volta in volta sono ammesse ai benefici proprio attraverso il codice Ateco. Un esempio arriva dai contributi a fondo perduto 2020 previsti dal decreto Ristori per le attività colpite dall'emergenza Covid-19, che inizialmente prevedeva solo i ristoranti con servizio di somministrazione ed è stato poi ampliato anche al codice Ateco 56.10.20 con il decreto Ristori Bis. Le attività che hanno potuto e possono ad oggi accedere a quei contributi sono quelle che presentano i codici Ateco previsti dai decreti in questione.

Dove si può trovare il codice Ateco?

Coloro che già hanno aperto un'attività o hanno comunque già una partita IVA potranno trovare il loro codice Ateco sulla visura camerale (in prima pagina, sotto il QR Code) o sul certificato rilasciato in occasione di apertura partita IVA. 

Nel caso in cui invece non si abbia già un'attività o si voglia, ad esempio, conoscere la tipologia a cui è associato un codice Ateco, è possibile collegarsi al sito ISTAT ed effettuare una rapida ricerca inserendo alcune parole chiave che rappresentano la tipologia di attività in questione, prima di cliccare sulla barra "Individua un codice attività". Sullo stesso sito si può trovare anche l'elenco completo di tutti i codici attività ad oggi disponibili.

L'individuazione del codice Ateco è fondamentale prima dell'apertura di una partita IVA, poiché nella richiesta da presentare all'Agenzia delle Entrate occorrerà indicare proprio la tipologia di azienda che andremo a creare in funzione della classificazione Ateco 2007. Il codice Ateco dovrà essere indicato anche nella Dichiarazione Inizio Attività (DIA) che dovrà essere compilata dal commercialista. Anche nel caso in cui si desideri modificare in parte la propria attività è indispensabile fare comunicazione al Fisco, indicando sia il vecchio codice (quello relativo all'attività svolta fino a quel momento) che la nuova classificazione Ateco.

Il codice Ateco e l'INAIL

L'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) individua il fattore di rischio di ogni attività in base al codice Ateco, che permette all'istituto di definire per ogni attività lavorativa il livello di rischio (basso, medio o alto) proprio in base ai processi lavorativi deducibili dal settore di appartenenza. In base al livello di rischio infortunistico verranno stabilite le misure di sicurezza dei locali, i dispositivi che devono essere dati in dotazione ai dipendenti e la loro formazione in materia di sicurezza sul lavoro. In base al rischio che ogni processo produttivo presenta poi verrà determinato il premio annuo che ogni datore di lavoro è tenuto a pagare all'istituto per la copertura assicurativa dei propri dipendenti, e che è dovuto anche nel caso in cui vi siano familiari e collaboratori nell'azienda o nel caso in cui siamo in presenza di ditta individuale (anche senza dipendenti) artigiana.

Codice Ateco primario e secondario: quali sono le differenze

Il Codice Ateco deve essere rilevato in funzione del tipo di lavorazioni che si svolgono all'interno dell'azienda, per cui se un'impresa o una ditta individuale svolge una sola attività economica il suo codice Ateco sarà sicuramente quello relativo al lavoro svolto. Nel caso in cui invece vi siano più attività all'interno della stessa azienda, avremmo un codice Ateco primario ed uno seconfdario, dove il primo sarà quello che racchiude l'attività che contribuisce maggiormente al valore aggiunto dell'unità, mentre il codice Ateco secondario sarà quello riferito a tutte le altre. Nonostante si definisca codice secondario ha comunque un'importanza notevole: basta pensare ad esempio al settore della finanza agevolata, dove spesso l'ammissione ad alcuni bandi viene determinata proprio da questi codici secondari Ateco.

Concludendo potremmo quindi dire che il codice Ateco è una sorta di carta d'identità dell'azienda, che riporta in una sequenza alfanumerica tutte le attività svolte.

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